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Ho avuto l’occasione di fare un viaggio in Argentina, ed anche se sono tornato ormai da un po’ di tempo sono rimasto molto indietro nel sistemare le centinaia di foto scattate. Le prime foto che ho rivisto riguardano la tappa principale del mio viaggio, e cioè la capitale Buenos Aires; ho trovato la città molto bella ed in particolare sono rimasto colpito dal cimitero della Recoleta, che si trova al centro del quartiere omonimo, sia per la sua grandezza che per l’atmosfera misteriosa ed un po’ macabra che vi si respira. Ho cercato di raccontare con alcune foto le sensazioni che mi ha trasmesso.

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Sono piuttosto rare le volte che riesco a trovare il tempo per uscire e fotografare senza seguire un progetto particolare, solo per il gusto di fare qualche scatto, magari in compagnia. Ed è così che venerdì scorso mi sono trovato con il mio amico Salvatore (qui la sua galleria su flickr) per fare qualche scatto a Bologna. Il tempo di fare qualche chiacchiera ed arriva sera, con il sole basso e la luce ideale per fare le nostre foto. Ho deciso di raggruppare quelle che hanno come soggetto le numerisissime biciclette che occupano le strade della città, qui di seguito allego 5 delle mie preferite.

Biciclette Bologna-1

Biciclette Bologna-2

Biciclette Bologna-3

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Biciclette Bologna-5

Sono stato al Carnevale di Imola lo scorso 14 Febbraio per vedere la sfilata dei fantaveicoli che si svolge ogni anno per le strade della città. I fantaveicoli in pratica sono dei veicoli particolari inventati e costruiti dai partecipanti con lo scopo di creare qualcosa di originale e divertente, e sicuramente molti di loro sono riusciti nell’intento. I colori e la fantasia dei veicoli mi hanno colpito molto, fortunatamente ho portato con me la macchina fotografica ed ho scattato alcune foto a questi singolari mezzi di trasporto. Eccole qui.

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Le capacità macro del mio Tamron 17-50 f/2.8 sono abbastanza buone, ma non si avvicinano certo a quelle di una vera lente macro con riproduzione 1:1, ho deciso allora di provare gli anelli di prolunga per macrofotografia che si trovano su ebay per pochi euro.

La lente che ho scelto per fare questo tipo di prova è il mio fidato Nikkor 105mm f/2.5 pre-Ai, che di solito uso come lente per ritratti e che ha una distanza di messa a fuoco minima dal soggetto di circa 1 metro; per confronto il recente 105mm vr micro Nikon ha una distanza minima di messa a fuoco di soli 31cm.

I tubi di prolunga arrivano composti da 5 parti, di cui tre sono gli anelli di prolunga veri e propri (foto #1 e #3) che hanno lunghezze diverse tra loro per potere realizzare diverse combinazioni, uno è l’attacco al corpo macchina e l’altro è l’attacco alla lente (foto #2). Le cinque parti possono essere composte tra loro in qualsiasi combinazione semplicemente avvitandole una sull’altra, ovviamente maggiore è la lunghezza del tubo e minore è la distanza alla quale si riesce a mettere a fuoco.

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Gli anelli di prolunga

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A sinistra la parte di collegamento alla lente e a destra la parte di collegamento al corpo macchina.

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Un’altra cosa importante è che questo tipo di tubi non ha nessun tipo di contatto elettrico che permetta la comunicazione tra lente e corpo macchina, quindi operazioni come messa a fuoco e regolazione dell’apertura della lente vanno fatte manualmente;  questo per me non rappresenta un problema visto che la lente che ho usato per i test non ha cpu e quindi funziona solo in modo completamente manuale sulla mia D40, sia per quanto riguarda la messa a fuoco che l’esposizione. Proprio per la mancanza di questi contatti consiglio l’uso di questo tipo di tubi solo con lenti che abbiano l’anello per la regolazione dell’apertura, non ho verificato il loro funzionamento su lenti moderne (le Nikkor tipo G ad esempio) ma in quel caso immagino che l’apertura rimarrebbe fissata sul valore massimo.

Un’altra controindicazione che ho trovato è che la luminosità del mirino è legata all’apertura a cui viene usata la lente, in altre parole se uso l’apertura massima f/2.5 il mirino della macchina fotografica rimane luminoso, ma non appena riduco l’apertura (f/4, f/5.6, …) si riduce di conseguenza anche la luminosità del mirino, e questo compromette le capacità della macchina fotografica di riconoscere la corretta messa a fuoco del soggetto. Ho notato infatti che con aperture di f/5.6 e oltre la mia D40 non riesce più a confermare la messa a fuoco del soggetto (non si accende più il pallino verde di conferma nel mirino), costringendomi a mettere a fuoco ad occhio in base alla nitidezza percepita attraverso il mirino, cosa per niente facile già con il mirino lal massimo della luminosità, ma anche peggio in queste condizioni.

Penso che alla fine, pur con tutte le sue limitazioni, valga la pena di provare questo tipo di tubi di prolunga per chi voglia capire quali possibilità offre il mondo della macrofotografia prima di investire su una lente macro dedicata, o magari su tubi di prolunga più sofisticati.

Allego un’altra foto fatte ai tubi di prolunga ed un esempio di quello che si può ottenere con il 105mm adattato con i tubi macro, la distanza minima di messa a fuoco è passata da circa 1 metro a pochi cm.

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Il blocco tubi macro al completo assemblato.

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Un esempio di foto scattata con i tubi ed il Nikkor 105mm f/2.5 pre-Ai.

Link utili:

E’ da qualche giorno che non scrivo un post sul mio blog, così oggi ho deciso di pubblicare alcune foto prese da un giro in campagna fatto qualche giorno fa con mio figlio Stefano. Abbiamo approfittato della bella giornata di sole per fare qualche pedalata, è uno dei modi in cui preferisco passare la Domenica, con la famiglia e la macchina fotografica.

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