Spazi abbandonati

 

“…Enrico Celesti è il più giovane del gruppo ma non certo meno abile nel creare atmosfere di rara intensità. Le due opere scelte fanno parte di due serie articolate nelle quali, in assenza di colore, il fotografo riesce a riprodurre il senso di appartenenza familiare di chi ha abitato determinati spazi ora abbandonati al loro destino. Pochi elementi d’interno, come un semplice mestolo di altri tempi appeso o un solitario interruttore, messi a fuoco in primo piano, oggetti che ci passano davanti agli occhi senza che li percepiamo, assumono un significato metaforico ed intrinseco assumendo una certa aura di mistero, illuminati da una luce radente che penetra all’interno di stanze che non vedono mai alcuna presenza umana. Il fotografo entra all’interno delle case, ne cataloga piccole cose alle quali conferisce successivamente una sorta di nuova dignità. Ogni “cosa” difatti diviene un viatico per arrivare al ricordo di chi ne era in possesso, e lascia percepire una vitalità di fondo come se l’abitante sconosciuto rimarcasse la sua assenza come presenza e potesse comparire da un momento all’altro…”

Francesca Baboni, in occasione della mostra collettiva “Arcipelago… nessuno è veramente un’isola”, Valsamoggia (BO) – Rocca dei Bentivoglio, 24/2/2018 – 18/3/2018.

 

Santi e demoni

Questa serie raccoglie le foto realizzate dalle terrazze del Duomo durante il mio ultimo breve viaggio a Milano. La serie fotografica si concentra sulla meravigliosa vista della città che si può ammirare da quell’altezza e sulla bellezza delle architetture e delle sculture che adornano l’edificio, prendendo il nome in particolare dalle forme delle innumerevoli statue che lo decorano.

I started this series (Saints and demons) after the last short trip I made to the city of Milan. On that occasion I managed to visit the terraces of the Duomo; for me it was a very emotional experience, both for the wonderful view that can be admired from that height, and for the beauty of the architecture and the sculptures that adorn it, the series actually takes its name from the shapes of the countless statues that decorate the church on all sides.

follow me on instagram.